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lunedì 5 gennaio 2015

Dov'è finito l'antico spirito del Forum?!

Qualche anno fa pensai che il blog dei Brutti fosse una buona idea, che andava a colmare un "vuoto", ma che accanto ad esso doveva nascere il suo completamento, attraverso un Forum di discussione attivo, aperto, costruttivo, appassionato, ma soprattutto educato e sempre civile nei contenuti e nell'atteggiamento dei suoi frequentatori, verso l'esterno ma principalmente fra di noi.
Un Forum come il Nostro, come l'avevo pensato io, non doveva avere bisogno di regole, nè di warning, nè di moderatori, nè di censori pronti a tirare fuori cartellini gialli e rossi.
Invece, è degenerato in uno spazio popolato solo da piromani e pompieri. Ho provato a ritornarci, qualche mese fa, ma non ce l'ho fatta a resistere. Quella non era più casa mia. Morti di figa incazzati con il mondo intero, addirittura test per valutare l'effettiva bruttezza degli iscritti e uno strisciante sentimento di odio verso le donne. Pazzi deliranti.

Se non siamo capaci ad essere costruttivi e fare squadra fra noi, se ci mandiamo a quel paese fra noi, se lasciamo che una banale divergenza di opinioni ci dia il diritto di insultarci peggio di come fanno le veline o i fighetti dal bel faccino che tanto detestate, allora ragazzi miei, non andiamo da nessuna parte ed è giusto che restiamo nel buco nero dove il destino ci ha cacciati dandoci sembianze orripilanti.
E invece cosa avete combinato? Da allora sono nati 3 diversi forum! Ognuno dei quali pretende di essere il "vero", il "solo" depositario del Verbo dei brutti.
No ragazzi, non ci siamo capiti e sono davvero deluso.
Nel momento in cui ci si divide per futili motivi, il forum ha fallito il suo compito originario, che era pensato per unire e solidarizzare, e non per dividere e litigare! Cazzo! 

Il forum inteso come luogo di confronto e mutuo soccorso ha lasciato il posto a un luogo di debosciati che si vomitano addosso odio e violenza, frustrazioni e rancore come purtroppo capita ormai in tutti i forum di internet, dall'ANSA ai siti più infimi.
Ma noi non eravamo come tutti gli altri. Non doveva finire cosi. Non dovevamo lasciare che i provocatori di professione si impadronissero del nostro spazio.
Cosa avete in quel cervello spappolato? Perchè facciamo schifo fisicamente, tanto vale che ci comportiamo anche da merde umane? Siete capaci di nutrire solo l'odio dentro di voi?
Vergognatevi.
Perchè sul forum fate a gare per esprimere il peggio di voi? Vi sentite realizzati nel pascervi nell'anonimato stando dietro ad un monitor da dove potete spargere rancore e disprezzo sul mondo esterno?
UNA PERSONA BRUTTA NON E' PER FORZA ANCHE UNA BRUTTA PERSONA. E' questo che non è mai stato capito da coloro i quali hanno rovinato tutto.

Anton spero che tu capisca che questa invettiva incazzata non è riferita a te, ma a questa piega orribile che il forum ha preso in questi anni. Spero tanto che tu possa riuscire a risollevarne gli intendimenti più nobili e che i pochi utenti sani ti seguano. Il Banner animato a sinistra del blog ora rimanda al nuovo forum, ma per ora non mi iscrivo. Sono ancora molto deluso e lo considero anche un mio fallimento. Vi tengo d'occhio, poi, forse, mi farò vivo. Ma solo se potrò sentirmi a mio agio. 

Admin






lunedì 10 agosto 2009

Robe da pazzi: "come diventare veline" gioco per adolescenti (deviate)


Che ormai siamo alla canna del gas e all'ultimo livello di questa società putrida e immonda, cari amici del blog, il vostro admin se n'era accorto da tempo.
Ma questa notizia, tratta dall'ANSA di oggi, ho un non so chè di nauseabondo. Non ci rimane che aprire le braccia, sconsolati, e abbassare il capo in segno di sconfitta. qualcuno abbia la decenza di tirare lo sciacquone in modo che io possa scivolare giù insieme a tutto il guano che mi circonda.



COME DIVENTARE VELINE, GIOCO WEB PER ADOLESCENTI

Essere carine, glamour, very cool, e per questo ricorrere a diete dimagranti e persino al chirurgo estetico. Obbiettivo, salire di livello e ottenere un 'boyfriend' che pagherà perché siate sempre più belle.
E' un gioco virtuale sul web, nato in Francia ed 'esportato' in Inghilterra, che sta spopolando anche tra le bambine e le adolescenti italiane. La filosofia del gioco è, in sostanza, imparare a diventare veline con tutti i prodotti commerciali e gli strumenti della tecnologia a disposizione. I genitori, intanto, hanno cominciato a protestare. 'Ma bimbo', il gioco francese, e 'MissBimbo', il corrispettivo britannico, - la traduzione italiana di 'bimbo' è più o meno 'velina' - funzionano esattamente come qualunque gioco virtuale a punteggio e si presentano in veste di 'fashion game'. 1.000 'bimbo dollars' (denaro virtuale) sono disponibili per la ragazzina da subito, al momento dell'iscrizione. Si parte dal primo livello e con i soldi-bimbo si può realizzare con la propria avatar, il personaggio virtuale, i primi obbiettivi per essere sempre più 'cool' e perciò ottenere punteggio.

Acquisti virtuali di creme di bellezza, affitto di appartamenti e ville (all'inizio la giocatrice, secondo le regole, vive ancora con i genitori), nuove acconciature e colore dei capelli. La bimbo, naturalmente, deve essere nutrita, meglio però se con alimenti dietetici per mantenerla in forma e farla diventare sempre più hot, con un traguardo: essere la 'hottest' del paese. Di livello in livello, ecco comparire anche il boyfriend. Il fidanzato di più alto livello garantirà alle aspiranti bimbo una maggiore quantità di dollars da spendere per essere sempre più belle e alla moda e, di conseguenza, più punteggio.

"Molti giustificano lo scopo di questo gioco osservando che, di fatto, tutto ciò accade anche nella realtà. Ma è una logica pazzesca - si sfoga Simona S., mamma di Francesca, 12 anni -. Sappiamo bene che i giochi possono creare confusione tra reale e virtuale. E, in questo caso, il virtuale finisce per confermare e rafforzare abitudini che si stanno diffondendo nella società e che certamente una bambina di 12 anni non dovrebbe fare proprie".

Il passaparola tra adolescenti però è davvero contagioso e spesso i genitori si accorgono tardi di quel che sta accadendo. "Se vuoi avere successo nella vita devi essere bella e piacente a qualunque costo". Questa affermazione può essere frutto di libera scelta da parte di una donna che ha fatto le sue esperienze ed ha deciso di adottare questo approccio alla vita - osserva Davide Bennato sul blog Tecnoetica -. Scelta discutibile, ma non per questo impraticabile. Il punto è presentare questa affermazione come l'unica possibile a una bambina dai 9 anni in su. Il videogioco, per il tipo di target a cui si rivolge, rischia di dare un'immagine distorta della femminilità e del tipo di ruolo che la donna - volente o nolente - copre nella società". Il successo, tuttavia, non è virtuale: 60 mila contatti al mese, con punte di 70 mila.

martedì 2 dicembre 2008

La costante di Mrloveandpop sulla bruttezza


...ovvero, la Teoria delle Categorie, vista dai brutti.



Direttamente dal nostro Forum Uffciale dei Brutti, riprendo una teoria che mi ha illuminato per semplicità e straordinaria corrispondenza alla Verità Assoluta. L'autore Mrloveandpop, a cui vanno i miei più sinceri complimenti per il suo Teorema, è un fedele frequentatore del forum, spero che siate in molti a commentare in modo che lui stesso possa rispondere alle vostre eventuali obiezioni, magari cogliendo lo spunto per farci una "lectio magistralis" su un tema che coinvolge tantissimi e che, purtroppo, viene spesso sottaciuto.
Malgrado la giovanissima età, è già uno degli ideologi del nostro movimento.

A tutti voi rivolgo il mio invito a venirci a leggere sul Forum Uffciale dei Brutti e a partecipare alle nostre discussioni.

La Teoria delle categorie di Mrloveandpop



Allora, ci sono 4 categorie.
Il + o - vale in tutte le categorie.

I BRUTTISSIMI: persone che oggettivamente sono molto brutte. Chiunque a prima vista non accetterebbe un rapporto con questa persona.

I BRUTTI: persone oggettivamente brutte. Anche queste persone sono malviste ma non eccessivamente come la prima categoria, si disperdono nella massa, non spiccano per bruttezza.

I NORMALI: la classe media, quella più soggetta al PARERE SOGGETTIVO. la massa insomma. nè belli ne brutti.

I BELLI: le persone oggettivamente belle.


Allora, queste categorie sono diverse per uomini e donne.

Infatti un uomo appartenente ad una categoria non può ambire ad una donna della sua pari categoria, ma deve scendere in basso.

Es. Uomo Normale - Donna Brutta ....... Uomo Bello - Donna Normale

e cosi via.

A meno che non intervengano fattori come.
1 SPICCATA PERSONALITA'
2 INTELLIGENZA
3 ANIMO BUONO (simpatia, generosità, dolcezza, disponibilità)
4 SOLDI
5 PROBLEMI PSICHICI/PSICOLOGICI

I primi 3 fattori permettono all'uomo/donna di saltare una categoria.
Es. Uomo Brutto con Personalità - Donna brutta
Donna Normale con personalità - Uomo bello
Uomo Normale con personalità - Donna normale.

I soldi permettono SALTI ILLIMITATI ma non su ampia scala (ci sono anche le donne che non scendono a compromessi)

La quinta è quando una delle persone ha dei problemi psicologici/psichici che le porta a scegliere un componente di categorie completamente differenti.

Questa teoria è soggetta a un margine di errore e di eccezione però credo che sia MOOLTO MOOOLTO BASSO.

Ovviamente si riferisce alla fascia di età tra i 12-13 ai 50 anni.
Più efficace tra i 16 e i 30.


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venerdì 24 ottobre 2008

Ho scelto te un brutto per amico


Spesso, quando mi capita di commentare l’esito di una consultazione popolare, rimango esterrefatto. Vale per la politica, per i grandi quesiti referendari che hanno fatto epoca, e nemmeno il nobile blog dei brutti fa eccezione

Ma il popolo è sovrano e il volere della maggioranza va accettato, anche se l’esito finale del nostro sondaggio “Come reagite quando vi sentite dire la famigerata frase: "Se vuoi possiamo sempre restare amici?” è in aperto contrasto con il mio brutto-pensiero.

La maggioranza assoluta dichiara, a fronte di un rifiuto subito, di snobbare l’amicizia e voler troncare di netto con la persona che ci ha ferito, disdegnando perfino quella che è, a mio parere, la forma di affetto più libera, duratura e sincera, nonché l’unica in cui un brutto può essere considerato alla pari degli altri, cioè l’amicizia.

La risposta che ho dato io è “accetto ma la metto alla prova”, perchè un’amicizia a mio parere non si rifiuta mai, e se non posso avere amore perchè ad un brutto non è concesso, almeno posso farmi voler bene come amico, nell’unico modo che ho per essere un po’ apprezzato. Il senso di “la metto alla prova” però sta a ribadire il concetto che la mia amicizia e la mia stima non è incondizionata, lei deve dimostrare di meritarsela.

Non si deve MAI considerare l’amicizia come un surrogato dell’Amore, un ripiego o qualcosa di cui accontentarsi. sono 2 sentimenti distinti e separati, l’uno non è la versione meno pregiata dell’altro.

Un clamoroso 13%, per contro, è spinto nella solitudine più cupa dalla consapevolezza di suscitare solo sguardi di disgusto.

Quando il mondo capirà che la questione-brutti è un’emergenza sociale che non va più sottaciuta?!
Quando i “normali” ci considereranno persone e non fenomeni da circo, oggetti disprezzabili su cui riversare cattiveria, veleno e pubblico ludibrio?!

Lo so, sono un maledetto idealista, ma sono certo che un giorno anche il culto malato della bellezza, il desiderio dell’eterna giovinezza e la corsa autodistruttiva verso la chimera della perfezione fisica, saranno la cancrena che imputridirà e dissolverà la società in cui, purtroppo, siamo costretti a vivere come ospiti indesiderati.

Solo che alla fine saremo solo noi brutti a sopravvivere...

sabato 11 ottobre 2008

Un nuovo post in splendida solitudine


Solo 5 post in 2 mesi. Me ne vergogno. Anzi direi che mi vergogno più di questo che della mia trionfante bruttezza. Non accampo scuse, se una giustificazione me la concedo, è che quando nasce il secondogenito, all’inizio le attenzioni sono tutte per lui. Inevitabilmente, il “figlio maggiore” viene trascurato un po’. Ma ciò non vuol dire che sia venuto meno l’affetto.

No, non preoccupatevi, non ho avuto figli né mai li avrò. Non allertate la protezione civile. Il mondo sta andando comunque verso una deriva disgustosa anche senza il mio contributo in termini di eredità genetica. Mi riferisco all’impegno che sta comportando il Forum dei Brutti, la creatura nata come ideale completamento di questo blog, cui sono affezionato come il primo giorno. Un impegno rilevante, che mi sta assorbendo molto tempo, ma che mi ha permesso altresì di acquisire certezze che prima non avevo.

Il problema del brutto esiste, è tangibile, drammaticamente attuale e coinvolge moltissime persone, ognuna con la propria storia, la propria spiccata sensibilità e un modo diverso di rapportarsi al crudele mondo esterno.

I frequentatori del forum non sono dei visionari o dei sofferenti di manie di persecuzione o complessi di inferiorità. Sono persone comuni, obbligati a faticare mille volte più dei “normal” per farsi apprezzare, a cui è negata qualsiasi realizzazione affettiva e che soffrono, quasi tutti, in silenzio.
Sono orgoglioso di aver dato la possibilità a tanti come me di far sentire la propria voce squarciando questo silenzio in cui il mondo “reale” ci imprigiona.

Ho notato come per molti di noi sia davvero difficile rapportarsi agli altri e soprattutto parlare di questo problema. La bruttezza, sembra incredibile, nel 2008 è ancora un tabù.
Si parla di sesso, di droga, di trasgressioni e di altri atti riprovevoli con totale naturalezza. Si confessano con nonchalance le peggiori nefandezze, mentre ben pochi osano ammettere pubblicamente di essere brutti. E se qualcuno ci chiama brutti, o scorfani, o cessi, scegliete pure la lista è lunga, ci offendiamo e ricambiamo utilizzando gli stessi appellativi.
"Brutto", in pratica, è diventato l’appellativo più spregevole che si può rivolgere a qualcuno.

E’ ora di finirla.

Finchè non avverrà un cambiamento epocale in tal senso, il blog e il Forum dei Brutti continueranno la loro missione di Liberazione.
I complimenti e la gratitudine degli amici e “colleghi” del forum è la soddisfazione più grande che potessi ricevere. Mi hanno dato la convinzione che ci fosse davvero bisogno di una “riserva naturale” in cui noi brutti possiamo confrontarci e soprattutto comprenderci e incoraggiarci.
Certo, non è molto e non risolverà i nostri problemi. Ma dalle mie parti si dice: “piuttosto che niente, è meglio piuttosto”.

Il Blog non è apatico come qualcuno potrebbe pensare.
Noi brutti spesso veniamo abbandonati o messi da parte. Non farò mai al mio blog quello che invece gli umani di solito fanno a me.

Solennemente,

Il Presidente del Blog dei Brutti



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giovedì 11 settembre 2008

Cazzate fresche dal Web: «Mi piaci» ed è amore.


Chi si dichiara è più attraente agli occhi dell'oggetto d'amore. Lo dimostra uno studio condotto da psicologi dell'università di Aberdeen (Gb)

Scoprire l'acqua calda in amore è un risultato scientifico degno di nota. A quanto pare infatti, secondo uno studio condotto da psicologi dell'università di Aberdeen (Gb), che apparirà sulla rivista "Psychological Science", la formula magica per essere amati è dire semplicemente "mi piaci" alla persona che ci interessa. E il gioco è fatto: ai suoi occhi appariremo subito più attraenti, nonostante i nostri difetti fisici. La ricerca sarà presentata al BA Festival of Science, in corso a Liverpool fino all'11 settembre. La ricerca, che ha coinvolto 230 fra uomini e donne, ha dimostrato che l'apprezzamento manifestato a parole, o anche con sorrisi e sguardi molto diretti dai pretendenti, li fa magicamente apparire più appetibili agli occhi di chi viene corteggiato.

In pratica a interesse esplicito corrisponde, se non un sì assicurato, almeno più chance di riuscita nell'impresa amorosa. Un fenomeno sociale evidenziato da un esperimento altrettanto semplice: a tutti i partecipanti allo studio sono state mostrate fotografie di persone in diversi atteggiamenti.
Alcuni sorridevano e sembravano ammiccare, altri apparivano assolutamente seri e poco interessati. Dopo aver domandato ai volontari quali persone sembrassero più attraenti, la maggior parte ha risposto indicando i personaggi che mostravano più interesse nei confronti di chi li guardava.

«È come se imparassimo a quotare la nostra attrattività - sottolineano gli esperti - attraverso il comportamento degli altri nei nostri confronti: è apparsa evidente la preferenza che le persone manifestano nei confronti di uomini o donne per così dire del loro livello, cioè con un carico di sex appeal e bellezza simile a quella che loro pensano di avere».


fonte: Libero News

Commento: se penso che c'è anche chi paga questi ricercatori, mi fa davvero accapponare la pelle... vabbè non c'è mai limite al peggio. Noi brutti, ad esempio, pare non siamo stati interpellati per far parte della statistica elaborata dai luminari di Aberdeen, chissà come mai?

martedì 12 agosto 2008

Medaglia di guano


"Canti bene ma sei brutta", bimba cacciata dalla cerimonia inaugurale dei Giochi Olimpici!


Prima dell'Inizio dei Giochi Olimpici di Pechino 2008, abbiamo già una medaglia sicura. L'oro degli americani nel basket? l'oro azzurro nel fioretto donne?
No. Trattasi della medaglia di guano assegnata di diritto alla Cina per le vergognose discriminazioni ai danni di una bimba brutta e per gli altri tarocchi perpetrati durante la Cerimonia di apertura.

Una aveva dentini irregolari ma una voce angelica, l'altra era bellissima ma non sapeva cantare... Sembra l'inizio di una fiaba, invece è la sintesi dell'ennesimo sopruso ai danni di un brutto, ancor più grave se commesso durante i Giochi Olimpici, che dovrebbero sancire il trionfo della sportività, dell'uguaglianza e del rispetto fra i popoli. A completare lo scempio, il fatto che la vittima sia una bambina.

Il pubblico di tutto il mondo ha visto la piccola Lin Miaoke, 9 anni (foto a sinistra), fasciata in un grazioso vestitino rosso apparentemente cantare una canzone patriottica. Ma la voce splendida non era sua, apparteneva a Yang Peiyi (foto a destra) di due anni più piccola, visino simpatico, ma dentaura sconnessa e non adatta alle circostanze.

Insomma, per questioni d'immagine tv, Yang Peiyi ha dovuto cedere la voce e il privilegio di potersi esibire in mondovisione a una bimba più bella di lei. Lo ha spiegato alla tv di stato il direttore della cerimonia Chen Qigang: "Abbiamo fatto la scelta giusta per la nazione - ha dichiarato Chen - L'immagine nell'obiettivo doveva essere impeccabile, espressiva e in linea con il sentimento nazionale. Lin Miaoke aveva queste caratteristiche, ma in termini di voce era Yang Peiyi a essere perfetta".
Chen ha poi spiegato come la piccola Yang Peiyi, sia stata molto felice ed orgogliosa di aver contribuito anche solo con la sua voce per interpretare il brano della Cerimonia Inaugurale.

Certo certo... ci crediamo tutti. Come è vero che in Cina non c'è repressione contro il Tibet, che esiste libertà di opinione e che i Diritti Umani sono tutelati...

lunedì 21 luglio 2008

Chi si accontenta... magari prima o poi gode!


E' finito con un risultato a dir poco sorprendente il sondaggio che proponeva la seguente domanda: "Vi siete mai innamorati o potreste mai innamorarvi di un uomo/una donna brutti?".
Su 49 votanti, il 76% ha risposto SI, contro il 24% che si dichiara guidato in maniera preminente dall'estetica, nella scelta di un partner.

Mi piacerebbe che questo risultato fosse davvero rispondente alla realtà e non, come suppongo, un po’ condizionato dai temi trattati e dai frequentatori abituali del blog "committente". Si, insomma, la stessa indagine realizzata da Vanity Fair, GQ, Man o altre riviste di spazzatura patinata, avrebbe avuto esito diverso.

Ma prendere le distanze da certi stereotipi e da chi li esalta, per me è motivo di orgoglio.

Diamo per buona l’attendibilità scientifica del sondaggio e facciamo un mero calcolo aritmetico: Se tre persone su quattro hanno risposto in quel modo, vuol dire che anche gran parte delle nostre conoscenze segue più o meno lo stesso orientamento; A scuola, sul lavoro, al supermercato, in discoteca, sul tram, allo stadio, su 10 ragazze che ci piacciono, ben 7,6 potrebbero innamorarsi di un uomo brutto (7,6 vuol dire 7 più una molto bassa, per cui se conoscete donne piccole siete ancora più avvantaggiati).

Voglio affermare che c’è ancora speranza per chi, fra noi brutti, sente particolarmente pesante la propria condizione, soprattutto se riferita alla difficoltà oggettiva nel relazionarsi con l’altro sesso.

A proposito, qualcuno mi spiega come mai i single vedono solo gli aspetti positivi e felici di una relazione, mentre chi è fidanzato vede solo quelli nefasti?
Forse basterebbe far dialogare queste due categorie di persone e si eviterebbero tanti litigi, separazioni, sofferenze e i single ci penserebbero bene prima di lasciarsi irretire dalle sirene menzognere dell’amore.

49 risposte non sono un campione molto rappresentativo, ma se non altro indicano una tendenza che ognuno poi è libero di analizzare come preferisce.
Non tenerne conto o sminuirne l’importanza, però, sarebbe l’errore più grande che un brutto può commettere.

venerdì 9 maggio 2008

A sua immagine


In questa serata di maggio inoltrato, che fa da preludio ad un’estate speriamo non troppo torrida, mi osservo allo specchio e inizio a parlare con me stesso. Mi capita sovente, essendo una delle poche persone di cui sopporto la compagnia.
E poi mi aiuta molto, è l’unica occasione che ho di favellare con qualcuno brutto almeno quanto me.
Stasera in particolare mi vedo più ripugnante del solito: Barba pungente e incolta di una settimana, da perfetto guerrigliero Afghano di etnia Pashtun; capelli arruffati, unti e traboccanti di poltiglia forforosa; alito disboscante, in virtù di una doppia bruschetta all’aglio appena divorata per cena; ascella batteriologica, derivante da 5 giorni di sudore, malanni e mancanza di una doccia che – da sola – non basterebbe comunque a restituirmi al mondo civile (se mai sia quello il mio mondo). Questo è solo il "di più" rispetto ad uno standard già notevolmente deficitario.

Noi brutti abbiamo questo grande vantaggio sui belli. Loro devono essere sempre perfettini, anche quando sono in casa a grattarsi le palle, il loro grattarsi lo devono fare comunque nel rispetto della loro bella faccina, con i capelli in ordine, ben profumati, ben vestiti, la barba sempre impeccabile (anche le donne), il sorriso splendente. Noi brutti non dobbiamo portare rispetto a nulla, come la natura non l’ha avuto con noi.
Pertanto, io ergo il mio disgusto a vessillo e lo sbatto in faccia alla gente, nutrendomi del loro disprezzo e dei loro sguardi di schifo.

Il mio blog è la mia estensione: solo ed incompreso, disilluso e dimenticato, anonimo e dispersivo, folle e lungimirante.

Molte volte avrei voluto liberarmene come molte volte vorrei farlo con me stesso, ma poi torno li a curarlo, come faccio ogni tanto con la mia anima, come in questa sera perfetta.
Io, lui, musica malinconica in sottofondo, e la nostra bruttezza.

C’è chi sostiene che sono bravo a scrivere e che dovrei sfruttare questo presunto "talento". Io mi schernisco e non ci bado, ma forse dovrei iniziare a pensarci sul serio. Anche perché – se la mettiamo sul talento – non so suonare, se escludiamo il clacson della macchina, non so cantare, non so dipingere, in quanto a donne lasciamo perdere e difficilmente credo che supererei il provino per giocare con i professionisti americani del basket.

Per cui, temo, non mi rimane altro che la scrittura per tentare di non essere un pezzente per il resto della vita. Sempre meno improbabile del Superenalotto, dannazione a lui!

lunedì 18 febbraio 2008

Le Verità (nemmeno troppo) Nascoste


Traggo spunto dal blog dell'amico Soroll che ha lasciato un gradito commento al mio post "Brutto ed emarginazione = disperazione" per condividere con voi alcune delle Verità Assolute ed inconfutabili, da lui riportate nel suo blog, che la dicono lunga su come la Società considera in modo del tutto diverso e discriminatorio, un medesimo modo di fare, di esprimersi, anche di pensare e in cui noi brutti finiamo sempre con l'assumere un'accezione negativa.


1) Se sei bello e intelligente sei un genio, se sei brutto e
intelligente sei un "noioso che fa il filosofo".

2) Se sei bello e solitario sei da scoprire, se sei brutto e solitario
sei solo un asociale.

3) Se sei bello e espansivo sei un socievole, se sei brutto e espansivo invece ti vedono come uno sfigato in astinenza che ci prova.



Vediamo se c'è qualcuno che ha il coraggio di confutare questi dogmi...

venerdì 9 novembre 2007

brutto ed emarginazione = disperazione


L’uomo poggiò la fronte sulle sue mani stanche, quasi supplicando di trovare un sostegno al peso dei suoi pensieri.
Con le stesse mani contorceva quella figura che odiava, ed un rigurgito di schifo gli salì fino in bocca, a confondersi con l’acre sapore delle lacrime che gli scendevano in gola. Non si era mai sentito così solo e disperato, o forse lo era ogni volta che incontrava gli sguardi delle persone, in cui leggeva riflesso il suo stesso disgusto.
Nulla poteva, e nulla avrebbe fatto.
L’uomo sentiva alleviato il suo tormento nell’oscurità più assoluta, e così viveva quando poteva chiudersi fuori dal mondo, troppo aggressivo e feroce per la sua debolezza.
“Tu, lurido animale marcio” – esclamò con un unico grido soffocato, mentre fuori le auto sfrecciavano veloci come le lacrime sul suo volto.
Chiuse la porta dietro sé, come mille altre volte aveva fatto e come non ce ne sarebbero state altre. […]
Un vecchio contadino lo trovò appeso ad un ramo, l’indomani mattina, alle prime luci di un’alba senza più suoni, né colori. […]

Ionas Eigcod, “La notte che mi ha ucciso”. Pag. 297

martedì 12 giugno 2007

L'immagine del "sé"


"La bellezza è questione di autoimmagine".

Traggo spunto da questa affermazione della nostra affezionata Tabatha, permettendomi di obiettare. Ritengo che non basti avere un forte Ego per convincere se stessi in primis e di conseguenza il resto del mondo della propria bellezza, se questa non sussiste.

Senò gli uomini e le donne brutte spenderebbero molto di più in psicologi per corsi sull’autostima, che in trattamenti estetici e artifizi di vario tipo. Non basta ascoltare un nastro registrato per tutta la notte che ti ripete: “io sono bello, io sono affascinante, io sono attraente”, per svegliarti al mattino e vedere riflessa nello specchio un’altra persona.

La sicurezza in sé può essere al massimo un valore aggiunto alla propria bellezza, ma non la può surrogare in toto.

La bellezza, e di conseguenza la bruttezza, non sono soggettive.
Posso compiere tutti gli sforzi possibili, ma lo specchio sarà sempre giudice supremo e insindacabile, e mi restituirà sempre un’immagine che detesto.

Raccolgo pertanto l’affermazione di Tabatha e ne faccio un tema di discussione: Bellezza e sicurezza di se stessi viaggiano in coppia, ma qual è l’elemento trascinante? Uno è bello perché sicuro di sé, oppure è sicuro di sé perché bello?

lunedì 11 giugno 2007

Cattivi in quanto brutti?


E’ possibile estirpare la cancrena dalla società, soltanto con attraverso un’opera di bonifica totale. La venerazione del bello, con il conferimento di attributi positivi universali indipendenti dall’aspetto fisico, falso per definizione, e la conseguente ghettizzazione dei brutti, ci viene inculcata fin dalla più tenera età, attraverso il ricorso al più bieco sillogismo aristotelico secondo cui se brutto=cattivo e cattivo=perdente allora brutto=perdente.

Dalle più innocenti favole per i bambini, per passare all’epopea dei cartoni animati giapponesi, e alla quasi totalità della filmografia e letteratura mondiale, laddove c’è un eroe positivo, egli è bello, prestante, sano, simpatico, affascinante, la protagonista femminile si innamora puntualmente di lui e riesce sempre ad avere la meglio sul malvagio, che guarda caso di solito è brutto, ignorante, antipatico, violento, ambisce a sottomettere il mondo ai suoi voleri ed emette risate sgradevoli.
Attenzione non sto assolutamente parlando di George W. Bush, lui non emette risate sgradevoli!

La strega di Biancaneve, per esempio, perché dev’essere brutta? Dicesi strega, di donna che esercita la stregoneria, ovvero si ritiene sia dotata di poteri occulti, attribuiti generalmente a rapporti con il diavolo. Pertanto il termine “strega”, non ha la benchè minima attribuzione di peculiarità fisiche, ma solo di caratteristiche morali.
E’ un abuso imperdonabile e iniquo, legare indissolubilmente in una fiaba che tutti i bambini imparano a conoscere prestissimo, un personaggio malvagio ai suoi difetti fisici, come si vede dalla foto.

Così facendo, il messaggio che penetra facilmente nelle personalità in formazione di fanciulli bramosi di conoscenza è quello di riconoscere i brutti, additarli come scarti della società, rivestirli di connotati negativi vari ed eventuali, ed evitare ogni contatto.

Il bello è l’imperativo, il fine ultimo cui tendere, la realizzazione del sé attraverso l’immagine riflessa da uno specchio, simulacro di vanagloria.